Istituto Nazionale Ricerche Turistiche

Scritto il 28 settembre 2010 in Ultime News / Nessun commento

Logo IsnartSocietà Consortile per Azioni “in house” al sistema camerale, realizza studi e pubblicazioni sul turismo, indagini, rilevazioni e progetti di fattibilità, elaborazione dati, costituzione e forniture di banche dati ed Osservatori.
WWW: isnart.it

Relatore: Flavia Maria Coccia

Flavia Maria CocciaPosizione: Direttore Operativo
Background: Esperta in turismo ed in metodi di ricerca nel settore, docente nei corsi post laurea sulle tematiche del mercato turistico, è attualmente il supporto tecnico-scientifico dell’Osservatorio Nazionale del Turismo.

TRACCE E TEMI DELLO SPEECH

  • La spesa dei turisti sul territorio, possibili occasioni per gli hotel di attivare servizi aggiuntivi;
  • La soddisfazione della clientela in relazione alle aspettative sulla vacanza
Domande e risposte

WHR: Perché secondo Isnart bisognerebbe iscriversi al WHR?

Flavia Maria: Le politiche e le strategie delle imprese ricettive, incidendo sulle scelte della domanda, influenzano l’andamento complessivo del settore. Non si può quindi pensare di pianificare azioni per lo sviluppo del comparto senza conoscere tutti gli strumenti che gli operatori hanno a disposizione ed adottano per incidere positivamente sui risultati di una stagione turistica. Tra questi la leva del prezzo, come risulta dai risultati delle indagini che realizziamo per l’Osservatorio Nazionale del Turismo, è una delle componenti principali per spiegare la capacità dell’impresa e del territorio su cui incide di vendere e di fare turismo.

WHR: Un anticipo sulle argomentazioni che tratterete

Flavia Maria: I dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo riflettono chiaramente le scelte di pricing adottate dalle imprese ricettive e la diretta relazione che le tariffe hanno sui risultati di occupazione. Sarà quindi presentato un quadro dettagliato delle politiche alberghiere sui prezzi applicati al cliente, e sulle conseguenze in termini di vendita delle camere. Tali argomenti saranno, inoltre, dettagliati in relazione alla stagionalità ed alle tipologie di prodotti turistici di offerta.

Sarà, infine, interessante confrontarsi sul posizionamento delle imprese ricettive italiane sul fattore del prezzo, relativamente ai territori ed ai prodotti turistici, anche in termini di competitività tra le imprese ricettive alberghiere vs extralberghiere.

WHR: Il mercato in che direzione si stà muovendo?

Flavia Maria: Le politiche di pricing adottate dalle imprese alberghiere in Italia per contrastare la crisi economica hanno portato verso due distinte direzioni: da un lato l’abbattimento delle tariffe applicate al cliente ha permesso all’Italia, meglio che ai Paesi competitor, di contrastare i cali nelle vendite, accettando cioè una diminuzione di fatturato per non subire un calo nella quota di penetrazione dei mercati di domanda; d’altro canto, però, il livellamento dei prezzi verso il basso, se non accompagnato da attente e mirate campagne di promozione e comunicazione di queste scelte per poter poi rialzare le tariffe e far ripartire i guadagni, mette in campo la necessità di attivare altresì politiche di abbattimento dei costi, che spesso hanno conseguenze sul mercato del lavoro, oltre che sulle scelte gestionali.

Per altri versi, però, la domanda turistica che sceglie gli hotel italiani non basa le proprie decisioni di vacanza solo sulla leva sul prezzo, dove ad eccezione che per alcuni territori o tipologie di offerta restiamo poco competitivi. Altresì è alla ricerca di un tipo di ospitalità tutta italiana, fatta di personalizzazione del servizio (e non di standardizzazione), di accoglienza (e non solo di ricezione), e del territorio stesso in cui l’albergo è inserito che sappia comunicare anche negli arredi, nei materiali di costruzione e nelle materie prime servite tutta l’unicità di quell’esperienza. Il prezzo che il turista in Italia è disposto a pagare non dipende quindi tanto dalla grandezza delle camere o dalla lussuosità del servizio, quanto dalla capacità di flessibilità e di risoluzione rispetto alle esigenze espresse.

Se standardizzare la propria offerta significa innalzare i livelli del servizio non deve però necessariamente significare l’appiattimento e la spersonalizzazione della nostra ospitalità italiana.

WHR: Altro?

Flavia Maria: Sempre in tema di personalità, servita al giusto prezzo, i dati che l’ONT raccoglie costantemente sul settore dimostrano come il miglioramento della qualità si possa ottenere con un giusto livello di prezzo, abbassando cioè il valore delle intermediazioni e ottimizzando l’utilizzo delle risorse umane, che sono e restano l’elemento che maggiormente incide sulla soddisfazione dei clienti.

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